PERCHE’ AFFIDARTI AD UN MEDICO POSTUROLOGO?


ESPERIENZA

perchè il medico è uno specialista con grande esperienza diagnostica

FORMAZIONE

perchè il medico è in continuo aggiornamento ed evoluzione

COMPETENZA

perchè il medico offre competenza nelle terapie più moderne

ASCOLTO

perchè il medico offre attenzione alle richieste dei pazienti.

FAQ e spigolature


Cos'è veramente la Posturologia?

Cos’è veramente la Posturologia?
La Posturologia è una disciplina medica, affine alla neurofisiologia, e non fa parte delle Medicine non Convenzionali. La Medicina è un’ARTE, non è una scienza esatta, e un buon medico unisce l’apprendimento delle classiche manovre semeiologiche alle nuove indagini radiologiche, alla intelligenza artificiale della proposta diagnostica computerizzata, ma l’applicazione della sola tecnologia non è sufficiente a rendere bravo un medico. La combinazione delle conoscenze mediche, l’intuizione, l’osservazione clinica ed il giudizio definiscono l’arte medica. La lettura degli esperimenti, dei risultati, delle misurazioni deve poter essere riprodotta da un altro sperimentatore e non essere soggettiva o operatore dipendenti. Questa arte medica è una scienza che non si occupa solo della POSTURA (parola molto di moda), ma anche della conservazione della salute, quindi della ricerca del fitness, della incorporazione della componente cognitiva, affettiva, ormonale, biochimica, immunitaria, quindi della sostanziale unicità dello stato psico-fisico. La Posturologia 4.0 è una medicina personalizzata, non industriale, non è fatta di presidi medici che vanno bene a tutti, ma viene costruita intorno e dentro alla persona e non è più una posturologia delle cose.

What are Qualia ?

In tutti gli animali i sistemi sensoriali si sono evoluti allo scopo di guidarne il comportamento. Per poter sopravvivere e riprodursi un animale deve rispondere agli oggetti e agli eventi presenti nel suo mondo; deve, ad esempio, avvicinarsi alle fonti di cibo e ai partner sessuali, e allontanarsi dai predatori e dagli altri pericoli.
I sistemi sensoriali non si sono evoluti per fornire a un animale una conoscenza completa, oggettiva, delle proprietà fisiche del mondo, ma per fornirgli lo specifico tipo di informazioni di cui ha bisogno per sopravvivere e riprodursi.
Quanti animali possono dissertare, come noi, di queste argomentazioni?
Quale capacità, insita nell’uomo, gli consente di comunicare arte, fantasia, musica, religione …. è la capacità di aver evoluto dei sistemi automatici, di gestione dei problemi di sopravvivenza di livello più basso, come la postura, per occuparsi di quelli livelli più complessi ed evoluti.
Come può essere accaduto?
L’incontro con gli altri uomini è sempre stato un’esperienza universale e fondamentale per il genere umano.

L'OSCILLAZIONE è VITA

L’OSCILLAZIONE è VITA
Per ritornare all’unità semplice di attivazione di una risposta semplice ci deve essere un sistema sensoriale specializzato a detettare uno stimolo proveniente dall’esterno o dall’interno dell’organismo. La funzione dell’unità sensoriale è la trasformazione di uno stimolo adeguato in una risposta elettrica o chimica nella stessa cellula o in cellule vicine.
La risposta sensoriale veicola 4 informazioni: il tipo o modalità, l’intensità, la provenienza e la durata.
La realtà fisica esterna viene colta nella sua interezza solo per le parti di essa che riescono ad essere recepite dagli organi di senso.
L’evoluzione dell’uomo ci ha portato a evolvere quei recettori che sono i più performanti per le funzioni richieste agli scopi necessari a tutti i tipi di relazioni con l’ambiente esterno ed al controllo interno del corpo.
La caratteristica basilare di tutti i recettori sensoriali è che sono fatti per “sentire” solo delle variazioni di stato, quindi delle frequenze, convertendo a loro volta in risposte di tipo frequenziale.
Si ritorna così a quanto precedentemente affermato: la Posturologia 4.0 è la disciplina che studia le nostre necessità di relazione, i recettori captano le variazioni di stato della luce, degli odori, delle onde sonore, ma per metterci in relazione con un mondo oscillante anche noi abbiamo la nostra necessità di oscillare, di cambiare “lo stato”, variare noi se non varia l’ambiante (il pavimento sotto i piedi).
Il silenzio e la stabilità ci uccide.
Il silenzio e la mancanza di oscillazione appartiene ai morti.

I nostri piedi: questi sconosciuti.

I nostri piedi: questi sconosciuti.
La parte posteriore e mediale del piede rappresentano il presente, la statica, essere nel proprio tempo, con “i piedi per terra”. Ma i piedi vanno dove guidano gli occhi, infatti gli occhi anticipano di 300 millisecondi l’azione dei piedi, quindi rappresentano il futuro. La parte anteriore del piede è la parte di stacco, la spinta ad andare avanti, il passato che ci manda avanti, il tempo che passa …
La nostra evoluzione bipede, ci ha consentito di mantenere, sia in statica che in movimento, la posizione ortostatica, lottando contro la gravità attraverso oscillazioni che trasmettono l’informazione in modo costante, per poter governare gli squilibri — anticipandoli e correggendoli.
L’uomo, ha pertanto sviluppato le condizioni per mantenere la posizione eretta, opponendosi alla forza di gravità, modificando la posizione del cranio sopra la colonna vertebrale, la forma delle vertebre, la forma del bacino; ma soprattutto l’angolo di attacco dei femori, le ginocchia ed infine la base di appoggio formata dai piedi e dalle caviglie.
Grazie all’esperienza acquisita e alle pubblicazioni scientifiche degli ultimi 10 anni, si è compreso che non è più corretto parlare singolarmente dell’appoggio podalico senza una correlazione di coppia con la caviglia. Questo perché il sistema nervoso lega e veicola le informazioni propriocettive assieme. L’analisi degli errori di metodo che abbiamo riscontrato, ci ha consentito di studiare e validare il nuovo podoscopio LED-PODOLASER, un efficace sistema per valutare l’appoggio dei piedi a terra, validato scientificamente.
Siete sicuri di avere scelto la taglia giusta della vostra calzatura? Avete mai misurato il vostro piede con un metro?

Posturologia 4.0

La POSTUROLOGIA 4.0 è personalizzata.   
Si esce da un concetto di industrializzazione della medicina, della scarpa che va bene per tutti, della soletta che va bene per tutti, di occhiali generici o di cure ortodontiche standard e si entra in un nuovo concetto di reale personalizzazione.
In Posturologia partendo da una oggettivazione e misurazione standard riconosciuta e validata, si arriva al cognitivo, al sociale, agli ormoni, all’affettivo …
La Posturologia 4.0 è la posturologia scientifica della persona e non più la posturologia delle cose.
La posturologia è la disciplina che studia i meccanismi di gestione dell’equilibrio ad opera di un sistema nervoso centrale e periferico, di regolazione che lotta in permanenza, al fine di mantenere la posizione ortostatica contro la forza di gravità. 
Ritengo che la posturologia sia una disciplina particolarmente affine alla neurofisiologia ma allo stesso tempo, coinvolga diverse branche in modo trasversale, secondo un approccio che potrebbe essere definito intra disciplinare.
Per questo motivo, sono profondamente convinto che la posturologia, in quanto disciplina medica, non debba essere relegata all’ambito delle medicine non convenzionali. 
É il Sistema Globale del corpo umano che ci mette in relazione con il mondo intorno a noi. É la percezione – la motricità – il cognitivo, sia coscente che incoscente. 

La Sindrome del Piriforme si può guarire.

La Sindrome del Piriforme si può guarire.
In poche righe la soluzione di un problema cronico che rovina la vita di molte persone.
Il muscolo piriforme che unisce la parte laterale dell’osso sacrale al trocantere femorale in taluni casi può crearsi uno stato di contrattura cronica che lo porta ad infiammarsi comprimendo il nervo sciatico, che passa sotto, e quindi causando sia un dolore del trigger muscolare che del gluteo, ma talora di estende lungo la sede di propagazione sciatica nella coscia. L’origine è tipicamente di tipo posturale, infatti nella più grande percentuale dei casi si riscontra una rotazione del bacino di tipo elicoidale, a sua volta prodotta dall’appoggio sia statico che funzionale asimmetrico dei due piedi.
Il dolore non passa da solo, anzi cronicizza, poi crea una zoppia e si estende all’area lombosacrale. Talora mima un dolore scitalgico o induce una vera e propria sciatica, con formicolio all’arto inferiore.
La valutazione dello specialista posturologo saprà correggere le cause eziopatogenetiche ed eventualmente infiltrare il trigger muscolare con sola fisiologica o lidocaina per una più veloce soluzione.
Cerca un buon medico posturologo che trovi la corretta soluzione.

Il piede VALGO non è per forza PIATTO ma può essere CAVO

Il piede VALGO non è per forza PIATTO ma può essere CAVO

Solo mediante una clinica di eccellenza  non si commettono errori gravi: mediante il LED PODO LASER si riesce a valutare, in ortostatismo, contemporaneamente l’appoggio a terra, l’asse del tallone, il rapporto dei malleoli e delle articolazioni ossee, le ginocchia, le coxae e le rotazioni del bacino nei 3 assi, fino alla lordosi lombare. Questa proposta di indagine clinica è stata sottoposta a validazione scientifica, con esito positivo. Così capita spesso di riscontrare che il piede VALGO, cioè che “cade verso l’interno” .
L’asse del tallone, può essere diritto o inclinato verso l’interno (piede valgo), oppure inclinato verso l’esterno (piede varo).
La parte del piede in appoggio “normale”, prevede che il piede appoggi sia sul tallone che sul metatarso; e che l’istmo (la parte del mesopiede che unisce l’avampiede al retropiede) sia appoggiata senza interruzione e larga circa quanto metà della larghezza del tallone o un terzo del metatarso. Quando appoggia di più, il piede è piatto, mentre se appoggia di meno (o non appoggia affatto) il piede a cavo. 

 

Postura CORRETTA e Postura ERRATA

Postura CORRETTA e Postura ERRATA

L’analisi della Postura si conduce sempre in piedi, in condizione di ortostatismo, perchè l’uomo è evoluto epigeneticamente per stare in piedi. Si esprime dall’alto in basso, dal cranio al pavimento di appoggio (o meglio, al piano podale e al quadrilatero di appoggio). Questa verticale ortostatgica, unisce la coppia di recettori occhi e piedi: la visione e la muscolatura oculare estrinseca ai recettori podalici collegati alle caviglie. Questa particolare verticale, che è interna al corpo, passa per il dente dell’epistrofeo (che è la seconda vertebra cervicale), scende tangente anteriormente a L3 (terza vertebra lombare), resta anteriore al Centro di Massa del corpo, per finire al Centro di Pressione, situato lungo la linea mediana del quadrilatero di appoggio, formato dal contorno esterno dei due piedi, anteriormente rispetto alla linea mediana che divide la parte anteriore da quella posteriore.
L’analisi della verticale, inizia dall’alto verso il basso perché c’è una motivazione neurofisiologica: la parte del corpo superiore al Centro di Massa (CdM) ha una funzione ORIENTATIVA mentre la parte inferiore al CdM ha una funzione ADATTATIVA e COMPENSATIVA.
L’analisi deve essere condotta senza vestiti e senza toccare la persona perché altrimenti viene modificata e l’analisi diventa operatore-dipendente.
Le curve della colonna vertebrale, esaminando il corpo lateralmente, sono le lordosi cervicali e lombari, la cifosi dorsale, l’allineamento della linea verticale interna che parte dall’apice del cranio, poi passa nel dente dell’epistrofeo: così si può vedere se la persona cade in avanti o indietro, oppure se è inclinata a destra o a sinistra. Vi sono degli squilibri più frequenti e che seguono le lateralità di un soggetto: per esempio, un destrimano è più frequentemente inclinato in basso ed in avanti a destra nella parte superiore del corpo, mentre il mancino ruota dalla parte opposta.
Le curve della lordosi cervicale e lombare sono molto importanti per la stazione eretta della persona, perché le vertebre si articolano fra loro con le faccette articolari vertebrali, non con i dischi vertebrali (come credono molte persone). La curva della lordosi lombare è direttamente correlata con l’appoggio podale a terra: quindi la persona con i piedi valghi, avrà un aumento della lordosi lombare, mentre la persona in appoggio varo, avrà una rettilinizzazione della curva. La curva lordotica cervicale è correlata alla occlusione ed alla funzione linguale, ai disturbi di foria ed alla funzione della muscolatura estrinseca oculare. Ma poiché le curve sono dei sistemi di compenso, può verificarsi che il compenso non sia stato sviluppato. Oppure che, con il passare degli anni, sia stata perduta la capacità di compenso: in questo caso si manifestano delle patologie differenti.

LED PODO LASER (il più avanzato podoscopio)

LED PODO LASER (il più avanzato podoscopio)
Questo Podoscopio, dotato di fotografia digitale senza aberrazione ottica e di laser, ha la caratteristica di essere l’unico sistema chiuso, senza necessità di bilanciamento esterno e taratura. Misura in modo oggettivo e riproducibile contemporaneamente l’appoggio a terra dei piedi e tutta la parte inferiore del corpo fino al bacino ed alla terza vertebra lombare.

L’asse del tallone, può essere diritto o inclinato verso l’interno (piede valgo), oppure inclinato verso l’esterno (piede varo). Sopra un piede valgo, pronato, frequentemente ci sarà un ginocchio valgo e magari intraruotato. Più in alto, troveremo un’articolazione femoro-acetabolare, con l’asse del collo femorale che tende a verticalizzare — contrariamente al collo femorale del piede varo, che tende invece a orizzontalizzare.

Quando gli occhi NON CONVERGONO

 
La convergenza è un meccanismo riflesso di fusione: l’occhio può perdere la convergenza per stanchezza, a causa di un’insufficienza di fusione orizzontale, non convergenza o divergenza. L’interesse della rieducazione ortottica, è proprio quello di stimolare la convergenza aumentando la fusione nelle condizioni di vicino e di lontano. Non educhiamo il paziente ad una posizione strategica di fissazione, ma a lavorare ad un processo di compenso; non insegniamo un riflesso ma lo evochiamo.
Più l’ampiezza della convergenza e la divergenza sono importanti, meno l’occhio cede e meno esisteranno dei segni funzionali: da questo, la nozione di convergenza dinamica. Vi sono quattro tipi di convergenza descritti nei libri di strabologia: prossimale, accomodativa, fusionale, e tonica (dinamica).Il Punto Prossimale di Convergenza è da considerare al centro dei due occhi, 1 cm davanti alla radice del naso: in questo punto non si riesce a leggere! Non vi è scopo di lettura, ma scopo di lavoro massimo dei muscoli oculomotori, in particolare (si percepisce) dei due retti interni. Per rendere efficace un esercizio che evoca il riflesso di convergenza (già da noi appreso durante l’infanzia) ci si avvale di una tecnica particolare, in cui si utilizzano delle nozioni positive — che noi già possediamo — evitando dei riflessi di protezione.

 

IPOCONVERGENZA muscolo retto mediale

IPOCONVERGENZA muscolo retto mediale
J.P. Roll ha dimostrato (nella sua pubblicazione del 1987) come la parte superiore del corpo, anticipata e condotta dagli occhi, abbia una funzione orientativa, mentre la parte inferiore (dal bacino in giù) abbia una funzione adattativa e compensativa.
Il grado di importanza del recettore oculare (o come cercano di valutare molti, chi venga prima e chi dopo), in una scala gerarchica è dato dal numero di neuroni che arrivano al cervello; quindi, nell’evoluzione della nostra specie (da ominidi prima a homo sapiens dopo), l’occhio ha giocato un ruolo fondamentale.
La possibilità di anticipare un’azione, ci consente di comparare l’azione memorizzata con quella intrapresa: tutto questo in modo automatico, mediante i riflessi.
Lo studio sugli effetti delle lesioni dei muscoli oculari e le indagini neuro-fisiologiche condotte anche mediante PET, hanno identificato i meccanismi neuropsicologici che preparano ad un movimento, all’attenzione spaziale, all’inibizione motoria, alla predizione motoria, all’integrazione visuospaziale, alla memoria spaziale, all’apprendimento motorio e, per finire, alla programmazione motoria. 

ORIENTAMENTO e COMPENSO nel Sistema Posturale Integrato

J.P. Roll ha dimostrato (nella sua pubblicazione del 1987) come la parte superiore del corpo, anticipata e condotta dagli occhi, abbia una funzione orientativa, mentre la parte inferiore (dal bacino in giù) abbia una funzione adattativa e compensativa. Quando si stimolano mediante vibrazione i muscoli oculomotori, la persona cade dalla parte opposta; quando invece, si stimolano con la vibrazione i meccanocettori della pianta del piede o dei tendini dei muscoli della caviglia, la persona cade dalla stessa parte. 

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