Posturologia e Stabilometria - in Padova - dalla A alla Z

Per misurare, per oggettivare Il Sistema Tonico Posturale a 360° = Postura Statica e Postura Dinamica, dagli occhi ai piedi, passando per bocca, vestibolo, sistema fasciale, ormoni, cognitivo e pelle!

E’ la competenza che fa la differenza

Riprendi subito il controllo del tuo corpo e della tua vita! La consulenza, ma anche l’intervento diretto di un medico specialista e odontoiatra, preparato in Anestesiologia, Dolore ed Emergenza, che offre aiuto per problemi personali, emotivi e lavorativi.

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VALUTAZIONI STABILOMETRICHE

Casistica di STABILOMETRIA SCIENTIFICA 
La STABILOMETRIA è la metodica della Posturologia che si occupa di ottenere misurazioni oggettive e validate, che rappresentano l’attività di tutti gli apparati del corpo umano per la diagnosi o il trattamento di malattie e disturbi.
Prima di fare un ulteriore ragionamento è utile comprendere cosa misura la Stabilometria: misura tutti i vettori, tutte le frequenze, di tutte le attività svolte dal corpo di una persona in condizione ortostatica.
La STABILOMETRIA consente di analizzare il comportamento posturale statico e dinamico, fornire una descrizione anche mediante descrittori grafici delle strategie di attività motorie complesse oggettive e quantificate numericamente con parametri normalizzati; stabilire di quanto i parametri sia discosti dalla media per genere età, altezza e peso mediante valutazioni posturali documentate;
identificare la firma posturale del paziente; orientare la diagnosi o più problemi diagnostici concomitanti; ottimizzare i trattamenti nel tempo di intervento e nella consequenzialità; effettuare i controlli sul trattamento posturale, sportivo, muscolare, fasciale prescritto al paziente (anche mediante plantare propriocettivo personalizzato, calzature adatte, plantari biocettivi, plantari per arto corto, occhiali terapeutici, protesi, ortodonzia funzionale, dopo manipolazioni vertebrali, articolari, cure, ecc.)

Controllo effetti della neuropatia diabetica sulla propriocezione

La neuropatia diabetica periferica, in tutte le sue differenti forme, rappresenta la più comune complicanza a lungo termine del diabete mellito, interessando circa la metà di tutti i pazienti diabetici.
La neuropatia diabetica è un’entità par- ticolarmente complessa e rilevante, si compone di quadri clinici eterogenei, ed è responsabile di alterazioni ubiquitarie e molto invalidanti nel corso della storia naturale della malattia diabetica.
La presentazione sensitiva della neuropatia diabetica è caratterizzata da un corredo sintomatologico particolarmente ampio. I sintomi vengono divisi in “negativi” e “positivi”. Tra i primi si annovera un’ipoestesia che riguarda tutte le sensibilità: tattile superficiale, propriocettiva, termica e dolorifica. La distribuzione di tale sintomatologia assume una caratteristica localizzazione “distale” a calza o a guanto. A questi si sommano però in un’ampia parte dei soggetti una serie di sintomi ”positivi”, caratterizzati essenzialmente da parestesie, disestesie, allodinie o dolore.

Mediante la Stabilometria e la Elettromiagrafia è possibile controllare gli effetti della neuropatia diabetica sulla propriocezione

Controllo e riequilibrio mediante propriocezione delle forze di torsione in pilota Superbike

Poiché una moto è un veicolo che richiede molto equilibrio, la postura del pilota deve essere sempre adeguata per garantire la sicurezza e la comodità al volante. Dopotutto, mantenere il corpo nella giusta posizione evita dolori al corpo e aiuta anche ad eseguire correttamente le manovre, specialmente nelle curve o nelle frenate di emergenza, evitando incidenti e altri tipi di imprevisti.
Il recettore propriocettivo principale sono gli  occhi perché  “dove si guarda è dove si va”. Questa dovrebbe essere una massima per ogni motociclista, poiché la visione è essenziale quando si guida, bisogna sempre tenere presente che gli occhi anticipano di circa 300 millisecondi ogni altra nostra azione, sono il futuro, quindi è ovvio ma non scontato che si deve tenere occhi e testa in equilibrio  verso la direzione in cui si vuole andare.
La parte inferiore del corpo, quindi le ginocchia anche stringono il serbatoio ed i piedi sulle pedaline si adattano per compensare ed adattarsi ai comportamenti della moto che diventa una estensione del corpo del pilota.
Controllo e riequilibrio mediante propriocezione delle forze di torsione in pilota Superbike, la torsione riscontrata di circa 14 kg è incompatibile con le forze di gravità e la velocità.

Un errore frequente: il controllo mediante Baropodometria

Un errore frequente: il controllo posturale o la scelta della calzatura mediante Baropodometria.
E’ utile ricordare che la pedana baropodometrica non è in grado di sostituire in toto il podoscopio tradizionale perché rende visibile solo la porzione di piede che appoggia effettivamente sulla matrice sensibile. Il podoscopio invece fornisce anche una visione aerea del piede e quindi ci permette di vedere la forma e la dimensione della volta plantare che normalmente non si può vedere in baropodometria elettronica.
Il sistema computerizzato ci informa dei punti di pressione al suolo del piede durante la stazione eretta, facendo una media dei campioni raccolti. L’immagine che ne risulta, calcolata ma non reale, ci informa del centro di pressione del poligono di appoggio, attraverso una scala colorimetrica a 10 livelli di colore. Durante l’analisi baropodometrica dinamica si chiede al soggetto di passeggiare sulla pedana. Il sistema computerizzato elabora l’impronta media pressoria, ovvero l’analisi del passo (Gait Analysis) durante la deambulazione.

Per la Baropodometria è fondamentale capire di che componenti elettronici è costituita: esistono in commercio due grandi famiglie di sensori utilizzati nella baropodometria quelli resistivi e quelli capacitivi. Nella Pedana baropodometrica resistiva: la misurazione della pressione avviene sulla base della variazione della resistività di una pellicola sottile che mette in conduzione tra loro i sensori di pressione baropodometrici. Si tratta di una delle prime tecnologie in ordine cronologico ed è per questo che le pedane resistive sono le più diffuse. Costruire una pedana resistiva è molto semplice, il costo sul mercato di questi tipi di piattaforme è più basso rispetto a quello delle pedane baropodometriche capacitive. Il sensore resistivo ha subito negli anni una evoluzione sostanziale, si è passati dalle piattaforme con superficie MORBIDA(facilmente identificabili perché al tatto si ha la sensazione che la superficie di contatto poggi su una gomma piuma) a quelle con superficie RIGIDA in quanto è stato pubblicato che appoggiare i piedi su una superficie morbida cambia la propriocettività del soggetto in esame e quindi la registrazione baropodometrica si scosta dalla realtà.
Il sensore baropodometrico resistivo ha una vita più breve rispetto a quello capacitivo per questo le pedane baropodometriche resistive necessitano di una manutenzione e taratura periodica più frequenti.

Nella Pedana baropodometrica capacitiva: la misurazione della pressione avviene sulla base della variazione della capacità elettrica tra le superfici di due pellicole che sono in grado di variare la loro distanza e tornare al punto iniziale. Il materiale che viene inserito a sandwich in mezzo a queste due superfici conduttive è in grado di fornire prestazioni differenti in funzione alla sua nobiltà. Il costo dei sensori capacitivi varia in funzione alla tecnologia utilizzata. La vita di un sensore capacitivo può essere fino a 5 volte superiore rispetto a quella dei sensori resistivi. Mediamente le pedane capacitive hanno un numero di sensori più alto per unità di superficie rispetto alle piattaforme baropodometriche resistive.

Le prime pedane stabilometriche computerizzata erano piattaforme dotate di trasduttori piezoelettrici, che hanno dei limiti di range entro i quali la misurazione è buona, in grado di rilevare la componente verticale delle forze esercitate sulla piattaforma stessa, consentendo quindi di rilevare il COP a livello della superficie d’appoggio. Poi sono arrivate pedane stabilometriche che calcolano con la deformazione elastica dei materiali, quindi in modo molto più preciso e costante le forze vettoriali e le frequenze applicate

La stabilometria dimostra la differenza del Sistema Propriocettivo per genere e per età

Parametro Velocità della Stabilometria suddivisa per genere e per età
Da questa pubblicazione di M Rossato et All, si dimostra che i Parametri della Stabilometria differiscono secondo il genere (maschi da femmine), che i Parametri Stabilometrici che misurano ed oggettivano il Sistema Tonico Posturale o Posturale Fine evolvono in funzione dell’età e quindi si dimostra che l’evoluzione continua fino a circa 40 anni ( non si ferma a 7-8 anni o alla fine dell’adolescenza, come era stato pubblicato), i parametri restano stabili tra i 40 e 60 anni per poi evolvere nuovamente in modo progressivo e direttamente proporzionale con l’età, in senso inverso, fino all’età misurata di 90 anni. L’inversione dell’anziano è direttamente correlata con l’incidenza di caduta dell’anziano che frequentemente può portare ad exitus.

La stabilometria correla la Clinica che dimostra un problema occlusale

La stabilometria correla la Clinica che dimostra un problema occlusale in una atleta di Pallavolo serie A

Questa atleta di Pallavolo di Serie A aveva una lombalgia cronica recidivante, era stata visitata da molti specialisti che non erano riusciti a risolvere il problema sanitario con un approccio classico, basato sulla cura dei sintomi.
È così arrivata alla nostra osservazione e si è rivelata la presenza di problematiche propriocettive posturali.
La diagnostica clinica è stata confermata dalla Stabilometria Cyber Sabots che ha aiutato a guidare nella miglior risposta energetica consentita dai muscoli, anche per la fase di riatletizzazione agonistica, dopo il posizionamento di un plantare propriocettivo personalizzato e di un device ortodontico.

La stabilometria correla la Clinica per curare una lombalgia

La stabilometria correla la Clinica per curare una lombalgia

La stabilometria correla la Clinica per curare una lombalgia in una atleta di Ginnastica Artistica livello nazionale

Questa atleta di Ginnastica Artistica di livello nazionale aveva una lombalgia cronica recidivante, gli episodi sono divenuti molto più frequenti dopo cura ortodontica.
È stata avviata ad un ciclo di terapia osteopatica senza giovamento.
È iniziato uno stato di emicrania con aura, parestesie arti superiori, scotomi scintillanti durante la giornata, incapacità di seguire il percorso scolastico.
È così arrivata alla nostra osservazione e si è unito la terapia antalgica mediante farmaci, integratori alimentari, agopuntura ed il riequilibrio delle problematiche propriocettive posturali.
La diagnostica clinica è stata confermata dalla Stabilometria Cyber Sabots che ha aiutato a guidare nella miglior risposta, poi è ritornata a scuola e subito dopo alla riatletizzazione agonistica, dopo il posizionamento di un plantare propriocettivo personalizzato e di un device ortodontico funzionale.

La stabilometria per diagnosticare una vertigine

La stabilometria per diagnosticare una vertigine

È arrivata alla nostra osservazione una persona che riferisce Vertigine, tuttavia una visita specialistica ORL di base è stata negativa.
Alla Stabilometria si osserva che la paziente è molto rigida, contratta, per difesa.
Infatti ad occhi chiusi compare la sintomatologia che poi ad una seconda visita Vestibologica, risultata positiva.
Viene diagnosticato un ristagno pseudospontaneo verso destra, vengono proposte e poi eseguite 3 sessioni di manovre per CLS destro.

La stabilometria per verificare l'indicazione ed il posizionamento di prisma ottico

La stabilometria per verificare l'indicazione ed il posizionamento di prisma ottico

È arrivata alla nostra osservazione una persona con scoliosi ed un problema di stereopsi, alla visita Oculistica viene proposta una correzione della visione differente assieme al posizionamento di un prisma. Durante la misurazione mediante Maddox si ravvede che sia necessario controllare i plantari propriocettivi ed infatti alla Rx si trova la presenza di un arto corto vero, che viene corretto, mediante stabilometria con l’aggiunta di uno spessore variabile, 5 mm posteriore e 3 mm anteriore. Poi la persona riequilibra le forze torsionali che avevano portato a scoliosi dolorosa.

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Dott. MASSIMO ROSSATO

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Laurea in Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Padova
Esame di Stato di abilitazione all'esercizio della professione di Medico Chirurgo alla Università degli Studi di Padova
Specialista In Anestesia e Rianimazione Indirizzo Terapia Antalgica
Medico Esperto in Medicina Iperbarica e delle Attività Subacquee
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